Le copertine del New Yorker
https://thenewyorkercovers.blogspot.com/?m=1
Le copertine hanno un grande ruolo nella scelta di un libro (ancora prima di sfogliarlo ci attirano o ci respingono). Link e articoli riferiti alle copertine. Completo il blog analizzando alcune copertine e mettendole in relazione al contenuto del libro (secondo il mio parere)
Le copertine di Iperborea sono spesso molto belle.
Su Tove Jansson non mi dilungo, grandissima scrittrice svedese; ho amato molto questo libro, letto con una copertina diversa. Peccato non aver trovato (neppure su sito dell'editore) il nome dell'illustratore/illustratrice di questa edizione.
In ogni caso trovo questa copertina particolarmente appropriata perché il rapporto tra nonna e nipote è tangibile, immediato, senza bisogno di parole, i gabbiani, il mare: c'è tutto.
La ricamatrice di Bayeux di Claudia Ryan
Nardini Editore
copertina Welcome books
Bella la copertina che rispecchia in pieno il libro dove tre ricamatrici non sono il personaggio principale ma sono figure che ricorrono spesso.
La storia della protagonista non è la cosa migliore di questo romanzo ma prende spunto dall'arazzo di Bayeux (che non è propriamente un arazzo, anche se con questo nome è conosciuto, ma uno splendido ricamo in lana su tela di lino lungo 70 metri che narra le vicende della conquista d'Inghilterra da parte di Guglielmo II e della battaglia di Hastings del 1066, ora visitabile in un museo dedicato nella cittadina da cui prende il nome).
I capitoli rimandano a scene del ricamo e ne viene narrata la storia, questo salva il poco spessore della vicenda della protagonista. Alcune considerazioni e tattiche di guerra sono, ahimè, tremendamente attuali: sono passati mille anni ma la guerra ha le stesse dinamiche
Copertina promossa a pieni voti anche se avrei gradito, accanto al nome della responsabile grafica, un cenno al dipinto da cui è tratta, fortunatamente esiste Google lens ed ho potuto colmare questa carenza.
L'immagine è un particolare del bellissimo Trionfo di Minerva di Francesco del Cossa, affresco del salone dei Mesi di palazzo Schifanoia a Ferrara dedicato a Marzo, riporto il link per il dettaglio da wikipedia perché trovo interessante la voce completa:
Marzo di Francesco del Cossa (da Wikipedia)
Bella questa copertina con melagrana, rosmarino, libri antichi, vaso con disegni orientali su sfondo scuro.
Un riassunto visivo che "tiene" per tutto il romanzo: i libri evocano la restauratrice, sulla melagrana c'è un passaggio, il rosmarino in antichità era utilizzato nei riti funebri ed è emblema di amore morte e ricordo, bene si accompagna alla tragedia degli armeni che è il filo sotto traccia del libro.
La restauratrice di libri ed. SEM - art director Giacomo Gallo graphic design Davide Nasta
Sintesi di copertina da 30 e lode
Questo romanzo ha una decina d'anni, in italiano lo hanno tradotto con "i ricordi della casa sul lago" ma perché?
Nella versione originale era "the kashmir shawl" con una immagine di copertina che descriveva una casa sul lago con sfondo di montagne e rendeva benissimo: rendeva la parola kashmir, rendeva scialle, sono solo due parole che rendono bene il romanzo, azzeccata l'immagine del lago, della casa, delle montagne: un sunto che richiama e tiene per tutto il romanzo perché cambiare?
Questa foto della versione italiana non dice nulla.
La storia si sviluppa bene, il romanzo è promosso ma copertina e titolo no: trovo siano troppo generici
Rosie Thomas I ricordi della casa sul lago Leggere editore (Fanucci communications)